venerdì 7 luglio 2017

VaxLegend: Troppi vaccini? In confronto la vita è un inferno.

Questo post era nato per essere pubblicato su Facebook.
Nella pagina del blog pubblico spesso notizie veloci e piccoli post. Poi ho notato che l'argomento non è così semplice e, nonostante abbia cercato di abbreviare, l'articolo si è trasformato in un post che per i "tempi" di Facebook è troppo lungo e quindi lo metto qui. Avrei potuto eliminarlo ma credo che si tratti di un argomento che interessa tanti. Ho poi pensato che una "serie" di post riguardanti le leggende sui vaccini possano interessare a tanti. In parte alcune leggende le ho già trattate (e raccolte in un unico post con i rispettivi link per comodità) altre, anche più recenti, no. Mi sembra una buona idea, non trovate?
Così questa serie si chiamerà "VaxLegend".

Uno degli argomenti più gettonati da chi non conosce i vaccini è il "sovraccarico del sistema immunitario".

Chi non è preparato nell'argomento crede che i pochissimi antigeni contenuti in un vaccino possano essere "troppi" per un neonato. Questo significa non solo non conoscere l'immunologia ma nemmeno alcuni concetti di base, proviamo a capirli.
Ciò che causa la reazione immunitaria del nostro organismo si chiama "antìgene" (con l'accento sulla i). L'antigene è qualsiasi sostanza che, entrando in contatto con il nostro organismo, suscita una reazione del sistema immunitario.

Un batterio contiene antigeni, così come un virus, un alimento o una bevanda, tutto ciò che entra a contatto con il nostro organismo contiene "antigeni", un morso di zanzara è un'iniezione di antigeni. Noi non li vediamo ma siamo letteralmente invasi da milioni di antigeni, in qualsiasi nostra azione. Ovviamente questo accade anche quando prendiamo un farmaco o un vaccino, contengono antigeni ma, nel caso dei vaccini gli antigeni li scegliamo con attenzione, proprio perché saranno questi a preparare il corpo alla reazione immunitaria che ci difenderà dalle malattie.
Un esempio veloce: se un vaccino è pensato per proteggerci dal virus dell'influenza, conterrà un pezzo, una proteina del virus così quando sarà iniettato il corpo produrrà gli anticorpi per quel "pezzo" di virus (senza che però la malattia possa causare danni). Se il virus colpirà quell'organismo lo troverà già pronto, pieno di anticorpi che così distruggeranno il virus difendendo l'essere umano dalla malattia. Con questo meccanismo i vaccini ci difendono da tante patologie, dal tetano alla difterite, dal morbillo alla poliomielite ed altre.
Ma il nostro corpo si "stressa" a contatto con gli antigeni dei vaccini? No. Il corpo è preparato per "reagire" agli antigeni, se non lo fosse moriremmo pochi minuti dopo la nascita. Questo perché subito dopo la nascita il neonato è invaso da decine di migliaia di antigeni. Si riempie l'intestino, le vie respiratorie, le orecchie, la congiuntiva, la cute. Il solo contatto con la pelle materna è fonte di batteri e funghi e, quasi tutti, hanno un effetto addirittura positivo, nel nostro corpo abbiamo più di 1000 specie di batteri ed ogni specie è formata da migliaia di tipi diversi di batteri, a questi si aggiungono i funghi (pensate alla candida, frequentissima nei bambini), i virus e tutto il resto che verrà a contatto con il bambino. Il batterio più rappresentato è lo Stafilococco epidermidis ma anche Klebsiella e citrobatteri.
Pensate a ciò che succede quando il bambino sta per nascere, passa dal canale vaginale, un ambiente pieno di batteri, proprio ciò che non si può chiamare "ambiente sterile", un nascituro con un sistema immunitario debole avrebbe vita difficile già prima di nascere!

Colonie di Stafilococco epidermidis.
Durante la vita fetale, per questo, alcuni anticorpi della mamma attraversano la placenta ed arrivano al feto e lo stesso succede dopo la nascita, attraverso il latte, questo protegge lievemente il neonato dalle infezioni ma, oltre alla breve durata della protezione, già dopo poco tempo il numero di anticorpi inizia a diminuire, diventando insufficienti per proteggere da eventuali malattie. A quel punto è l'organismo del lattante che dovrà pensarci da solo.
Già durante la vita fetale il nascituro svilupperà il suo sistema immunitario, dalla 14ma settimana di gestazione si assiste alla formazione del sistema che lo proteggerà in futuro e già da neonato e poi da lattante, il bambino svilupperà un sistema immunitario simile a quello dell'adulto ma gradualmente. Avrà così modo di continuare la sua lotta con le migliaia di agenti infettivi che incontrerà nella sua strada, anche nella vita di tutti i giorni. Dovrà fronteggiare altri neonati che possono avere dei batteri, adulti che toccano, starnutiscono, baciano.

Un semplice bacio, che trasferisce migliaia di batteri, espone il corpo a centinaia di antigeni. Il corpo produce anticorpi che li rendono "amici" e non pericolosi ma questa "invasione" è continua, migliaia di antigeni, per tutta la vita, questo è sopportato benissimo dal nostro corpo che in più deve fronteggiare anche le malattie: una tonsillite (causata da un batterio, lo Streptococco), espone il bambino ad una cinquantina circa di antigeni. Sono i nostri anticorpi che, quasi sempre, la sconfiggono. I "nemici" poco aggressivi, quindi, non causeranno problemi particolari, quelli più aggressivi potranno causare lievi disturbi (febbre, malessere, stanchezza...), quelli particolarmente cattivi causeranno problemi più gravi (infezioni, febbre altissima, convulsioni, difficoltà respiratorie, fino alla morte).
Per questo sappiamo che esistono alcune malattie infettive meno gravi ed altre più gravi e la differenza la fa proprio il sistema immunitario.
Quando il nostro sistema immunitario non è pronto il corpo si trova impreparato e quindi fronteggia troppo tardi (e male) le eventuali infezioni.

A cosa serve allora il vaccino?
Un vaccino contiene pochissimi antigeni ed oggi, grazie al progresso, ne contiene ancora di meno, sono farmaci prodotti con tecniche sofisticate che purificano il contenuto delle fiale. Per esempio, l'esavalente (una iniezione, protezione da sei malattie) contiene 23 antigeni. Per un paragone, solo il vaccino antipertosse del 1960, ne conteneva più di 3000. Bisogna poi ricordare che i vaccini sono fatti solo nell'infanzia (una o poche volte) gli antigeni continuano ad essere prodotti per tutta la vita e sono dovunque, a milioni perché rispondono a tutto ciò che invade il nostro organismo. Con un interessante calcolo, il pediatra statunitense Paul Offit (in uno studio, al paragrafo: "Do vaccines "overhelm" the immune system?") ha stimato che un bambino possa sopportare senza reazioni particolari, 10.000 vaccini in un'unica somministrazione, questo per mostrare come, vaccinare sia assolutamente sicuro.
Senza vaccini il sistema immunitario del bambino fronteggia tranquillamente (in condizioni di buona salute) i principali antigeni, arriva a fronteggiare bene anche molti batteri e virus patogeni, risponde con violenza (ecco perché la comparsa di febbre) all'attacco di un agente infettivo ma a volte, questo batterio o virus, può essere molto potente o produrre delle tossine. A questo il corpo del bambino può non saper reagire. Se ben nutrito e sano la reazione ci sarà, spesso valida a volte insufficiente, altre volte il batterio o virus può invadere parti del corpo con poche difese (per esempio le meningi) e quindi creare danni molto importanti. Ecco perché molte malattie infettive possono uccidere o lasciare esiti a vita, ecco perché nelle epoche passate, con scarsa qualità di vita ed assenza di vaccini, la morte dei bambini per malattia infettiva era una piaga estesa e quasi accettata. Le famiglie decimate dalle malattie erano praticamente la norma. Ma oggi abbiamo il vaccino e questa è un'ottima opportunità per proteggerci.

Il sistema immunitario dei bambini regge benissimo i vaccini, è fatto per reagire, è il suo scopo, basti pensare che se si fanno 11 vaccini il corpo userebbe lo 0,1% del suo sistema immunitario ma se incontra un virus o un batterio patogeno (che causa malattia) non basterà ed è in questi casi che il sistema immunitario ha bisogno di essere pronto, vaccinare il bambino serve a questo: prepararlo. Questo è ovviamente un modo per "rinforzare" l'immunità del bambino. Ciò è dimostrato anche dal fatto che i bambini vaccinati non hanno più malattie dei non vaccinati, anzi sembra proprio sia il contrario, i vaccinati stanno meglio. Alcuni studiosi hanno analizzato due gruppi di bambini. Uno vaccinato durante il terzo mese, uno dopo il terzo mese. Non solo i due gruppi avevano l'esatto numero di malattie dopo le vaccinazioni (quindi vaccinarsi un po' prima non "indebolisce" il bambino) ma il gruppo vaccinato dopo presentava un lieve aumento delle malattie infettive tipiche dell'infanzia. Uno studio danese del 2005 mostrava come vaccinazioni multiple non aumentassero il numero di ricoveri per infezioni rispetto alla norma. Queste conclusioni sono comuni a moltissimi studi sul tema.

In parole povere il neonato è già pronto per vivere ma non è pronto per le malattie. Per questo è pronto a sopportare aggressioni numerose e violente ma non una che sia grave, come nel caso delle malattie. Probabilmente saprete che i nostri avi vedevano moltissimi bambini morire (le famiglie con 5-8 figli morti di malattia infettiva erano la norma) e questo succedeva proprio per il fenomeno che ho spiegato: il bambino era pronto alla vita ma non alle malattie.

Per questo è importante vaccinare i bambini piccoli, una pertosse in un adulto è molto antipatica ma raramente pericolosa, in un neonato è drammatica e molto rischiosa. E per questo vaccinare non espone a particolari rischi ma protegge da pericoli importanti.

Ma è vero che l'immunità da malattia è più lunga e duratura di quella procurata dal vaccino?
Quasi sempre sì, i vaccini (alcuni) possono dare un'immunità non prolungata o che ha bisogno di richiami (un modo per "risvegliare" l'immunità) ma li preferiamo alla malattia per un motivo ovvio: la malattia è sofferenza, dolore, rischio ed ha una possibilità di complicanze enormemente più grande di quelle (rarissime) dei vaccini.
Preferire il morbillo "naturale" al vaccino antimorbillo significa esporre il bambino ad una malattia che può causare dalla congiuntivite all'encefalite, fino alla morte o, se va bene, giorni di sofferenza. Questo per evitare un vaccino che ha pochissimi effetti collaterali. I nostri avi preferivano che i bambini si contagiassero tra di loro per avere la malattia semplicemente perché non c'erano vaccini e quindi preferivano un bambino (non un neonato, in genere bambini in età scolastica) malato da piccolo che un adulto che non poteva lavorare o, per alcune malattie, poteva avere problemi di infertilità.

C'è un'altra notizia curiosa.
Ovviamente, come per i vaccini, anche le malattie contribuiscono a formare gli anticorpi (per questo se si contrae una malattia, ad esempio il morbillo, poi si è protetti per tutta la vita, si è immuni, perché si sono prodotti gli anticorpi), il problema è che alcune malattie, per le loro caratteristiche e per la "potenza" del virus (o batterio) che le causa, possono distruggere letteralmente il sistema immunitario. È quello che succede, ad esempio, con il morbillo che, distruggendo molti anticorpi, quasi "cancella" la loro funzione protettiva lasciando l'organismo indebolito per anni dopo la scomparsa della malattia.
Vaccinarsi quindi, non solo protegge dalla malattia ma rinforza il sistema immunitario. Alcuni test in vitro (in provetta) sembravano mostrare una diminuzione di breve durata della risposta del sistema immunitario dopo vaccinazione ma questi risultati, oltre a non essere stati confermati pienamente, sono poi smentiti, come abbiamo visto, dalla clinica.
La leggenda dei vaccini che sovraccaricano il sistema immunitario è quindi una vera e propria bugia, è proprio il contrario, un corpo con pochi anticorpi è debole e suscettibile di infezioni e malattie, un organismo con molti anticorpi è invece robusto e pronto a fronteggiare anche le malattie più rare. Sostenere che i vaccini sovraccarichino il sistema immunitario (o siano "troppi") è, dal punto di vista scientifico, una sciocchezza.

Batteri e funghi contenuti in una banconota da 5 pounds

Vi lascio con una domanda alla quale non darò risposta per provare ad "allenare" la vostra capacità critica. Per sconfiggere la falsa informazione bisogna avere gli...anticorpi...già, battuta facile.
Molti genitori si chiedono: "non è pericoloso fare vaccini multipli (come l'esavalente) che contengono la protezione per tante malattie in una volta? Non è meglio farli separatamente"?
Ecco, a questa domanda non rispondo, provate a ragionarci.
Chi ha paura dei vaccini ha paura degli effetti collaterali. Meglio fare una puntura (che non contiene "sei vaccini" ma gli antigeni per sei malattie, il vaccino è unico) o sei punture (che contengono gli antigeni, ogni fiala per ogni malattia più il contenuto di sei vaccini divisi, ogni fiala una serie di ingredienti)?
Non qualcuno non riuscisse a rispondere lo farò io nei commenti.

Alla prossima.

Bibliografia:
1) Paul A. Offit, Jessica Quarles, et al. Addressing Parents’ Concerns: Do Multiple Vaccines Overwhelm or Weaken the Infant’s Immune System? Pediatrics Jan 2002, VOLUME 109/ISSUE 1
2) Fadel S1, Sarzotti M. Cellular immune responses in neonates. Int Rev Immunol. 2000;19(2-3):173-93.
3) Nicoli F, Appay V. Immunological considerations regarding parental concerns on pediatric immunizations. Vaccine. 2017 May 25;35(23):3012-3019.

95 commenti:

  1. Sono un lettore di lunga data, anche se non ho mai scritto nulla nei commenti. Prima di tutto volevo complimentarmi per gli articoli, sempre esposti in modo rigoroso, completo e chiaro. Volevo segnalare che ho notato molto spesso che chi critica i vaccini non ha le idee molto chiare su cosa siano malattie come difterite, morbillo e poliomielite. Il lavoro dei vaccini è stato così efficace che tendiamo a dimenticarci com'era il mondo prima. La prima impressione in questo senso l'ho avuta quando ho dovuto spiegare a mia nonna come mai alcune persone non vaccinano i propri figli. È rimasta senza parole. Per questo motivo volevo chiedere se può interessare l'idea di scrivere alcuni articoli che descrivano le principali malattie per cui ci vacciniamo (sintomi, effetti a lungo termine, mortalità, ...), ma anche come ci si comportava in passato, quando non ci si poteva proteggere.

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    1. Grazie per il commento.
      In realtà in passato ho fatto qualcosa del genere. Oltretutto anni fa l'argomento praticamente era inesistente ed ero l'unico a parlarne, poi si è passati al tifo da stadio ed ho un po' abbandonato anche perché non mi interessa creare fazioni.
      Ne parlai per esempio qui o qui e qui.
      Saluti!

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    2. Io le definisco "evidenze sociali", sono quelle conoscenze che ormai dovrebbero (purtroppo devo usare il condizionale) essere accettati universalmente e il cui uso ha determinato cambiamenti epocali nella storia dell'umanità: il fuoco brucia, la terra è tonda e i vaccini funzionano!

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  2. con "23 antigeni" intendi anche gli eccipienti, i coadiuvanti e via dicendo? Perché girando ho trovato circa una decina di bersagli per il sistema immunitario. O mi manca qualcosa?

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    1. Sì, ho messo dentro tutto, anche gli adiuvanti stimolano la risposta immunitaria e l'ho fatto proprio per dire "al massimo", che sono pochissimi anche così.

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  3. Per 10.000 vaccini in un'unica somministrazione si intendono 10.000 antigeni, giusto?

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    1. No, proprio 10.000 vaccini considerando una media di 10 antigeni per vaccino. In alcuni vaccini ci sono 3 antigeni, in altri 25.

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    2. Scusami, non avevo ancora letto quel paragrafo. Interessantissimo, grazie!

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  5. Ormai temo molto di più l'abitudine di mio figlio a mettersi le mani in bocca in qualunque circostanza che non i vaccini. E' possibile sapere quanti antigeni vengono generati quando un bambino mette le mani in bocca? :-)

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    1. Non lo so ma spannometricamente (e l'ho pure letto da qualche parte ma non ricordo dove) dovremmo essere nell'ordine dei 30.000 antigeni per una mano sporca. Se una mano fosse pulita (sapone) "solo" 3000-4000.
      :)

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    3. Se vuoi qualche numero EpSiLon74 per es. una mosca di medie dimensioni, visto la vita dissoluta che fa, si porta addosso dai 1.250.000 ai 6.600.000 batteri e direi suoi "compagni di merende", potenzialmente patogeni per noi. Mentre i nostri "compagni di merende" ma benefici sono i batteri probiotici che stanno insieme a tutti gli altri 39mila miliardi di batteri nel/sul corpo di un uomo medio (170 cm x 70 kg)fonte: Ron Milo e Ron Sender dell'Istituto di scienze Weizmann di Rehovot, Israele, e Shai Fuchs dell'ospedale pediatrico di Toronto >|<

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  6. Splendido articolo, come al solito!! Questa è la 'divulgazione' che mi piace. Solo un dubbio.. Scrivi che gli 'antigeni' continuano a rinnovarsi per tutta la vita. Alludevi agli 'anticorpi' o mi sfugge qualcosa? :)

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    1. Intendi questo?

      "i vaccini sono fatti solo nell'infanzia (una o poche volte) gli antigeni continuano ad essere prodotti per tutta la vita"

      Significa che mentre gli antigeni dei vaccini li fai una (o poche) volta, con quelli "normali" entri in contatto continuamente, per tutta la vita, tutto il giorno e tutti i giorni.

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  7. Sì, grazie! Non avevo interpretato 'prodotti' nel senso di venire in contatto... A giudicare dai pomfi che mi sono venuti dopo un paio di affettuosi 'bacetti' delle AMATE zanzare tigre, ne avrò appena ingurgitati qualche decina di migliaia... Ancora complimenti!!

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  8. Leggerti é sempre interessante. Riguardo i tempi andati, nel mio paese durante una festività una signora ha pubblicato una lettera in cui parlava di 10 piccoli angioletti. Erano i fratelli e sorelle di suo padre, unico di 11 figli ad aver superato i 15 anni di vita ed essere riuscito a morire di vecchiaia.

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  9. Salvo, una questione tecnica.
    Nell'articolo tu ricordi che: "Durante la vita fetale alcuni anticorpi della mamma attraversano la placenta ed arrivano al feto e lo stesso succede dopo la nascita, attraverso il latte, questo protegge lievemente il neonato dalle infezioni"
    Ok per le IgG transplacentari, che comunque si esauriscono nel giro di pochi mesi, ma le Immunoglobuline del latte materno (che fra l'altro sono aspecifiche) non mi risulta che superino la barriera intestinale del neonato e quindi non avrebbero alcun effetto protettivo come anticorpi circolanti, ma solo all'interno del lume intestinale.
    Mi confermi?

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    1. Sì, anche se alcuni fattori immunitari ed antibatterici (dalle IgA a sostanze come lattoferrina e lisozima) si ritrovano anche nelle prime vie respiratorie. Per questo ho scritto "lievemente". Oltretutto parliamo di madre dotata di normale situazione immunitaria e che ha anticorpi circolanti per le malattie di cui parliamo.

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  10. Sarebbe bello se le immunità acquisite dalla madre potessero passare intatte al feto durante la gravidanza...non ci si ammalerebbe più di niente.

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  11. E' sbagliato pensare che la probabilità di essere vittime di una "reazione avversa" è più piccola con un vaccino contro il solo morbillo rispetto a un vaccino che è contro morbillo e altre 10 malattie?

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    1. E quale sarebbe il "vaccino che è contro morbillo e altre 10 malattie"?

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    2. Riformulo la domanda: da un lato hai un vaccino A monovalente e dall'altro hai un vaccino B polivalente che include anche la vaccinazione prevista da A. E' sbagliato aspettarsi che B abbia una maggiore probabilità di "reazioni avverse" di A?

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    3. Sì, è sbagliato perché se per fare il vaccino polivalente (mettiamo il tetravalente) fai una sola iniezione, per fare la stessa immunizzazione con vaccini monovalenti devi fare 4 iniezioni.
      Tralasciando per un momento la crudeltà di moltiplicare le sedute vaccinali ai bambini piccoli, con l'ovvio trauma psicologico, si moltiplicano comunque le possibilità di reazioni avverse.
      Insomma, se il vaccino dovesse dare per esempio un po' di febbre, tu preferiresti farla venire per quattro volte quando hai la possibilità che succeda una volta sola?

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    4. Il confronto non era fra una sequenza di vaccini monovalenti e il vaccino polivalente: mi domandavo se la aumentando la "valenza" del singolo vaccino aumentasse anche la probabilità di reazioni avverse.

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    5. Sembra proprio una domanda tendenziosa.
      Il confronto che "piace" a te non ha senso davanti al calendario vaccinale 2017-2019.
      L'unico confronto che ha senso fare è quello per il quale ti ho già risposto.
      Per restare a paragoni "burioneschi" è come se chiedessi se ci sono più probabilità che si spanni un bullone di una ruota quando si cambiano gli pneumatici il 15 novembre cambiando una ruota sola o cambiandole tutte e quattro.
      Che senso avrebbe cambiarne una sola?

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    6. Non è che "mi piace" quel confronto, semplicemente quella era ed è la mia domanda! Ho fatto la domanda considerando una vaccinazione sola per rendere la questione più semplice, possiamo anche confrontare un vaccino 10-valente con uno 12-valente, se preferisci: un 10-valente ha meno rischi di reazioni avverse di un 12-valente che include quelle stesse 10 malattie?

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    7. Un po' meno in sintesi?

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    8. seriously?
      vedi le risposte sopra

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    9. Se non ricordo male (vado a memoria e ovviamente non sono un esperto) forse in questo stesso blog si diceva che in realtà ciò che in un vaccino potrebbe potenzialmente causare reazioni avverse sarebbero non tanto il principio attivo quanto, al limite, gli eccipienti(conservanti, emulsionanti, disinfettanti e compagnia cantante).
      Ne conseguirebbe che la somministrazione di, p.e., quattro vaccini monovalenti implicherebbe l'inoculazione di quattro volte la quantità di sostanze "inutili" rispetto ad un tetravalente.
      Spero di non aver detto fregnacce. :)

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    10. Sì, ricordi bene, lo stesso Di Grazia lo aveva spiegato, con tanto di esempio, ma non so se in un post o in un commento.
      E poi, quando spesso dicono che le case farmaceutiche di guadagnano di più con l'esavalente che non con i vaccini singoli..non dovrebbe essere il contrario?

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  14. Il vaccino è un medicinale, come tale va assunto solo se strettamente indispensabile, come tutti i medicinali, e come la buona pratica terapeutica consiglia.

    Oggi non c'è un urgenza sanitaria, ci sono invece casi particolari che vengono amplificati dal parossismo giornalistico.

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    1. Un farmaco cura una malattia, un vaccino la previene, il paragone non regge. Se aspettiamo una "urgenza sanitaria" (in senso socio sanitario si tratta di una epidemia) bisognerebbe correre ai ripari con vaccinazioni di massa, con tutte le difficoltà del caso e l'inevitabile decesso di molti non vaccinabili. Certo dal punto di vista economico una epidemia potrebbe essere un affare per le aziende farmaceutiche, aumenterebbero i profitti con tutti i malati di una epidemia, aumenterebbe anche il giro d'affari delle pompe funebri e dell'indotto, aumenterebbero il loro giro d'affari anche i notai con le numerose successioni, diminuirebbe probabilmente l'esborso in pensioni, se il movimento antivaccinale durasse a lungo con numerose adesioni, in quanto gli anziani sono categorie a rischio per numerose patologie infettive, aumenterebbe il fatturato di ospedali e cliniche, in generale quindi possiamo dire che aumenterebbe, temporaneamente, il PIL e diminuirebbe la spesa pensionistica, diminuendo la richiesta si potrebbe verificare un crollo dei valori immobiliari e quindi degli introiti dello stato su di essi, per concludere los cenario economico sarebbe di difficile previsione, ma almeno i luoghi di villeggiatura potrebbero essere meno affollati e più economici.

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    2. Già. Infatti ci sono vaccini obbligatori, perchè sono indispensabili e vaccini volontari (come ad es. quello contro l'influenza per le categorie non a rischio) che non lo sono.

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  15. Mi scusi, ma ciò che lei dice è scientificamente una sciocchezza.
    I vaccini non sono farmaci presi per contrastare una malattia già in atto, ma per prevenirne l'insorgenza. Non possono essere presi "dopo", è assolutamente indispensabile che siano presi "prima"!
    Il suo commento, non me ne voglia, dimostra chiara mancanza di logica: è vero che oggi non c'è un'urgenza sanitaria da epidemie di rosolia/pertosse/morbillo etc., ma questo è dovuto proprio all'azione preventiva dei vaccini! Se, per amor di discussione, ponessimo il caso di avere nuovamente una copertura vaccinale prossima allo zero, allora sì che avremmo nuovamente un'urgenza sanitaria.
    Il suo ragionamento ha circa la stessa valenza di questi:
    - siccome il numero di morti per incidenti motociclistici è diminuito dopo l'introduzione del casco, adesso possiamo toglierne l'obbligatorietà perché non c'è più una emergenza incidenti
    - siccome il numero di incidenti causa fondo stradale ghiacciato è diminuito dopo l'introduzione dell'obbligo di circolazione con gomme da neve nei mesi invernali, adesso possiamo eliminarle perché non c'è più una emergenza incidenti
    - siccome il numero di crolli di abitazioni in Giappone è diminuito drasticamente dopo l'introduzione dei criteri antisismici, adesso è lecito costruire edifici che non li rispettino
    - siccome l'analfabetismo è sceso drasticamente dopo l'introduzione dell'istruzione obbligatoria, adesso è possibile abolirla
    e così via. Si renderà conto perfettamente dell'assurdità della sua affermazione leggendo questo esempi, che hanno esattamente la stessa struttura del suo.

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  16. Non avrei saputo rispondere meglio!

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  17. La prevenzione è altro: riguarda i comportamenti alimentari, igienici, fisici. In effetti oggi il termine è utilizzato con una più ampia accezione, come quando il dentista prima di un intervento particolarmente invasivo fa assumere antibiotici per “prevenzione”, ma il dentista non pensa che l’antibiotico non sia un farmaco. Pure si fanno interventi chirurgici per “prevenzione”, come ad Angelina Jolie che si fa asportare il seno; ma è sempre chirurgia, perché la prevenzione è ovviamente altro. (E se si vuole prevenire il tumore alla testa?)

    Ritengo che il termine farmaco riguardi propriamente il vaccino, in quanto sostanza capace di indurre modificazioni funzionali in un organismo vivente. Il vaccino è un farmaco perché la modificazione funzionale è ancora più accentuata, perché il vaccino induce una malattia, sebbene in forma attenuata, con processi particolarmente elaborati di indebolimento dei batteri, dei virus. Del resto i vaccini non vengono prodotti dall’industria alimentare, i vaccini vengono invece prodotti dalle case, regge, potentati farmaceutici.

    E se dovessimo estendere questa molto opinabile “prevenzione” a tutte le malattie infettive che possono manifestarsi quanti vaccini dovremmo assumere? Anche quelli contro la peste, la lebbra, la sifilide, l’HIV (ma tanto quel virus manco esiste)?

    Il confronto con la cintura di sicurezza e il casco neanche si pone, perché la cintura o il casco non inducono delle fratture controllate per formare il callo osseo. Inoltre il casco e la cintura non provocano effetti collaterali, come invece succede con le vaccinazioni.

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    1. La prevenzione è altro: riguarda i comportamenti alimentari, igienici, fisici.

      Sbagliato.
      La prevenzione è qualsiasi comportamento che riesca a ridurre il rischio di essere colpiti da una malattia. Può essere di vario tipo. La vaccinazione è anche prevenzione.

      il vaccino induce una malattia, sebbene in forma attenuata

      Sbagliato. Il vaccino, nemmeno quello con virus vivi attenuati, non induce nessuna malattia ma induce una risposta immunitaria, cosa ben diversa.

      se dovessimo estendere questa molto opinabile “prevenzione” a tutte le malattie infettive che possono manifestarsi quanti vaccini dovremmo assumere?

      La prevenzione si adatta al luogo. Il Ciad userai delle misura per prevenire la malaria, cosa che nessuno fa in Italia, da noi avrai misure per prevenire il tumore al colon, cosa che nessuno fa in Ciad (perché muoiono prima di malaria).

      il casco e la cintura non provocano effetti collaterali, come invece succede con le vaccinazioni.

      Evidentemente lei non ha mai sentito di persone morte perché la cintura, incastrata, non ha permesso di liberarsi durante un incendio o una caduta in acqua o un casco difettoso che non ha protetto dalla caduta.

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    2. Inoltre il casco e la cintura non provocano effetti collaterali, come invece succede con le vaccinazioni.

      La cintura provoca fratture clavicolari e costali versus invalidità e morte nei non cinturati, come il vaccino antimorbilloso provoca una blanda encefalite, non invalidante o mortale, ogni milione di vaccinati versus mille gravi encefaliti ogni milione di malati non vaccinati, mortali nel 10% e invalidanti nel 30-40% dei casi.

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  18. La prevenzione è altro: riguarda i comportamenti alimentari, igienici, fisici.

    Può fornire una indicazione di bibliografia scientifica che sostenga questo sua affermazione, che mi pare una sua personale interpretazione priva di ogni dimostrazione ? Perché in scienza le parole contano. Rischio, pericolosità, vulnerabilità, esposizione, prevenzione, hanno tutte chiare e note definizioni.
    In ogni caso lei gioca con le parole, l'articolo su postato fornisce dati di fatto, le modifiche che comportano i vaccini sono irrisorie nei confronti del fisico, ben differenti da una operazione chirurgica preventiva. E non hanno nulla a che vedere con la mamma ansiosa che da gli antibiotici preventivi ai bimbi.
    Certamente uno potrebbe fare prevenzione assumendo sostanze che non inducono nessuna modificazione al nostro corpo. L'autore del blog ne ha parlato spesso di medicine alternative che non inducono modificazioni nel corpo, peccato che alla fine non servano a nulla.

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  19. Guardi, come ha giustamente sottolineato dani1967, mi pare che la sua definizione di "prevenzione" sia una sua interpretazione piuttosto personale. Non c'è assolutamente nulla che determini esattamente cosa sia prevenzione e cosa no, al di fuori della (un po' ovvia) definizione per cui è prevenzione tutto ciò che viene posto in atto per evitare il verificarsi di una situazione indesiderata, che nel caso della medicina è tipicamente l'insorgenza di una malattia / patologia / complicanza etc. Se ad esempio i progressi della genomica consentissero in futuro non solo di identificare, ma anche di correggere, mutazioni genetiche potenzialmente (non certamente, ma potenzialmente) legate ad un aumento del rischio di sviluppare la malattia X, sarebbe prevenzione anche l'atto di modificare il genoma per diminuire tale rischio. Anche un'azione invasiva di tale portata infatti non starebbe guarendo una malattia già presente, ma riducendo il fattore di rischio, pertanto sarebbe comunque da annoverarsi tra le tipologie possibili di prevenzione.
    Tralasciando la considerazione sul fatto che i vaccini sono farmaci (vero, ma questo cosa cambia?), lei pone il problema di "quanti vaccini dovremmo assumere per prevenzione". La risposta è: dipende sulla base della valutazione del rischio. Ad esempio, lei menziona la peste; effettivamente esiste un vaccino antipestoso, ma la sua assunzione non è consigliata per due motivi: il primo è il rischio pressoché nullo di contrarre la malattia nelle condizioni igienico-sanitarie che normalmente caratterizzano il mondo occidentale (es. le abitazioni non sono infestate da pulci e ratti), il secondo è la sua limitata efficacia nel tempo (6-12 mesi). Considerazione analoga legata al basso fattore di rischio vale anche per la lebbra, malattia fortemente contagiosa ma solo se si è a stretto contatto con i malati - nelle aree del mondo in cui essa è endemica, l'assunzione del vaccino è fortemente consigliata. Lei poi cita la sifilide, ma il motivo per cui non ci vacciniamo contro di essa è molto semplice: il vaccino non è ancora stato inventato. Pure, se esistesse, sarebbe opportuno valutarne l'assunzione, come indicano le statistiche sul recente aumento dei casi anche in Italia. Sull'HIV mi pronuncio: già il fatto che lei sostenga che il virus non esista la dice lunga.
    Infine, temo che lei abbia totalmente travisato il senso del mio paragone con casco e cintura di sicurezza. Non intendevo certo portare un paragone letterale, anzi, non pensavo nemmeno ci fosse bisogno di specificarlo, ma tant'è: il paragone si riferisce esclusivamente al rapporto statistico di causa-effetto. Casco e cintura (così come tutti gli altri esempi che ho portato) si portano e sono obbligatori perché è stato dimostrato che il loro utilizzo riduce mortalità e lesioni in caso di incidente, esattamente come l'utilizzo dei vaccini riduce mortalità e danni permanenti per le malattie. E' l'esistenza di un rapporto di questo tipo a suggerirne l'efficacia e l'obbligatorietà!
    Oltretutto, l'entità degli effetti collaterali delle vaccinazioni è totalmente trascurabile, essendo limitata a leggeri casi di irritazione cutanea, ben poca cosa rispetto ai rischi legati alle malattie che prevengono. Certo, trattandosi di considerazioni statistiche, esiste la remotissima e infima probabilità che in alcuni soggetti ci siano anche gravi reazioni allergiche, ma si tratta di un'argomentazione priva di senso: allo stesso identico modo, infatti, si potrebbe obiettare che esiste una minuscola probabilità che qualcuno, indossando un casco di colore scuro, accusi più facilmente un colpo di calore in pieno agosto andando a schiantarsi contro un palo - mentre se non l'avesse indossato forse non sarebbe accaduto - ma è un rischio talmente basso da suonare quasi ridicolo rispetto alla probabilità, ben maggiore, di restarci secchi in caso di incidente senza casco.

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  20. P.S. Con questo non si vuole dire che tutti i vaccini sviluppati nella storia della medicina siano sempre stati totalmente e assolutamente sicuri in ogni loro componente, perché la medicina è una scienza in evoluzione e come tale ci si può aspettare che nel tempo migliori. Ma anche questa non è un'argomentazione valida, perché le statistiche dimostrano pienamente la loro efficacia e il loro ridottissimo rischio; e poi scusi, ma a questo punto uno potrebbe obiettare che sarebbe meglio andare in giro senza casco perché non si può escludere che venga immessa sul mercato una partita di caschi difettosi...

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  21. Buongiorno,
    volevo chiedere un paio di cose in merito ai vaccini..come mai si dice in medicina "in via sperimentale" voce sulla quale gli antivaccini ci ballano? e inoltre vorrei chiederle come mai quando si va a vaccinare per la prima volta un bambino ci viene chiesto se il bambino è allergico a x e y ..non sarebbe meglio che si facessero questi test alla nascita in modo che sia più trasparente possibile il meccanismo del vaccinarsi anche a chi ha tanti dubbi da neo genitore..perchè se un neo genitore dovesse imbattersi in un antivax cadrebbe nel terrorismo più totale.
    saluti

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    1. come mai si dice in medicina "in via sperimentale" voce sulla quale gli antivaccini ci ballano?

      Eh? Non ho capito.
      In che senso "in via sperimentale"? Riferito a cosa?

      come mai quando si va a vaccinare per la prima volta un bambino ci viene chiesto se il bambino è allergico a x e y ..non sarebbe meglio che si facessero questi test alla nascita

      Non esistono test "per le vaccinazioni" alla nascita (o dopo), qualche ciarlatano li ha elencati per farli fare nei laboratori con i quali spartiscono i soldi.

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    2. Buongiorno,
      mi hanno parlato di vaccini come quello del menigococco b ancora in via sperimentale...mentre per i test di allergia che mi hanno dato quando ho vaccinato mio figlio come potevo sapere se era allergico a x o y (adesso non ricordo i nomi delle allergie)

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    3. mi hanno parlato di vaccini come quello del menigococco b ancora in via sperimentale...

      Ovviamente è una bufala. Nessun farmaco "in via sperimentale" può essere messo in commercio, se si trova un farmaco in vendita è stato sperimentato su animali e uomini, testato e provata la sua efficacia e sicurezza.

      per i test di allergia che mi hanno dato quando ho vaccinato mio figlio come potevo sapere se era allergico a x o y

      Forse intende le "domande" che le fanno al momento della vaccinazione (per esempio: "è allergico agli antibiotici?")?

      Se è questo, consideri che la stragrande maggioranza delle allergie sono note. Se suo figlio fosse allergico (che poi le allergie sono anche rare) alla frutta secca o ad un farmaco, molto probabilmente avrebbe già manifestato problemi. Si tratta come di un "filtro": lei sa se suo figlio è allergico? Se si avremo una notizia, se no, non è un problema.

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    4. ma sono note già dalla nascita dopo prelievi che gli fanno ?
      grazie per le risposte..ho letto anche questo articolo http://vaccinarsi.blogspot.it/2014/06/i-sali-di-alluminio-come-adiuvanti-nei.html
      diciamo che parecchi dubbi li toglie..non sarebbe il caso ormai di inserire anche queste informative per non elargire terrore in chi va a vaccinare i propri figli?
      saluti

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    5. ma sono note già dalla nascita dopo prelievi che gli fanno ?

      No, le allergie non le vedi con i prelievi ma solo con l'osservazione (se sono già capitate) e chi meglio di chi sta vicino al bambino può conoscerle? In ogni caso parliamo di eventi davvero rarissimi (e le "vere" allergie, quelle pericolose, sono ancora più rare).

      Quel blog è tra i siti consigliati.

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  22. "..non sarebbe meglio che si facessero questi test alla nascita..."
    Scusi, ma di che test parla?
    Perché non ci sono test che prevedano le eventuali reazioni avverse alla somministrazione di un vaccino.
    E anche se ci fossero, andrebbe valutato il loro rapporto costo/beneficio, che difficilmente li renderebbe utilizzabili.
    Perché se la salute non ha prezzo, la sanità ha però un bilancio.

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    1. i test di allergia che mi hanno dato quando ho vaccinato mio figlio come potevo sapere se era allergico a x o y (adesso non ricordo i nomi delle allergie)

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  23. Buongiorno, prima di tutto grazie e complimenti per il lavoro che sta facendo. Vorrei suggerire una riflessione, che non ho trovato scritta da nessuna parte, su questo tema dei vaccini e più in generale della pseudo-medicina. Mi sembra che si sia parlato poco del ruolo dei medici, pediatri in particolare. Non parlo dei criminali anti-vaccini, che vanno radiati e puniti, ma dei tanti medici seri che però forse non hanno avuto il tempo o l'energia da dedicare ai pazienti per discutere, comprendere, spiegare...perché questo, nella mia esperienza (sono un medico psichiatra) richiede molto tempo ed energie. Il mio pediatra dedica un intero colloquio al tema vaccini, ma capisco che qui in Svizzera la situazione sia molto diversa. Insomma, non crede che per migliorare la situazione si dovrebbe intervenire anche sulla formazione e situazione lavorativa dei colleghi?

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    1. non crede che per migliorare la situazione si dovrebbe intervenire anche sulla formazione e situazione lavorativa dei colleghi?

      Assolutamente sì (e l'ho detto tante volte) ma, almeno in Italia, la situazione è molto difficile. Negli ospedali c'è da anni un blocco delle assunzioni, ormai i medici fanno turni estenuanti, orari impossibili, visite in numero eccezionale. Questo rende tutto più difficile, hai già poco tempo per il lavoro di routine, si è aggiunta tantissima burocrazia e quindi non si ha più il tempo di qualcosa di "extra" come l'informazione.
      È un problema, reale.

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  24. Grazie per la risposta. Qui la situazione è un po' meglio, ma con un costo altissimo per i cittadini, che in Italia sarebbe insostenibile. Certo che se siamo costretti a considerare l'informazione e l'ascolto come extra la situazione rischierà sempre di peggiorare. Grazie e buon lavoro!

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  25. La circoncisione era un’operazione chirurgica effettuata anche come pratica igienica, presumo per "prevenire" le infezioni, come tutt’ora viene suggerita per "prevenire" l’HIV (che comunque non esiste); quindi nell’accezione corrente anche un’operazione chirurgica così invasiva come quella a cui è stata sottoposta Angelina Jolie viene considerata come prevenzione. La somministrazione regolare di antibiotici negli allevamenti intensivi è pure considerata prevenzione, ma sono detestabili sia gli allevamenti intensivi sia la pratica farmacologica. Quindi potete notare che il termine prevenzione non ha una definizione ben precisa, comunque per me è altro; non ho una definizione scientifica a riguardo, e dubito che ci sia, e dubito che sarebbe utile.

    Diciamo pure, per amore di discussione, che i vaccini sono dei farmaci preventivi; e come tutti i farmaci possono avere effetti collaterali lievi e insignificanti, come certi sciroppi per la tosse, oppure devastanti come certi chemioterapici. Il problema sta, come per tutti i medicinali, nel valutare il rischio/beneficio.

    Le altre forme di protezione/prevenzione, come le cinture e il casco, possono sì essere causa di incidenti essi stessi, ma rientrano nel rischio che si corre vivendo. Anche le caramelle ingoiate da alcuni bambini hanno portato al loro soffocamento, e qualche anziano caduto nella vasca da bagno si sarà rotto l'osso del collo. Ma nessuno di sogna di indicare queste morti come effetti collaterali delle cinture, del casco, del caramelle e del bagno.

    Il crimine va ricercato altrove: dove ci indica Erwin Chargaff: "le Facoltà di Medicina negli Stati Uniti sono controllate da un tipo particolarmente virulento di operatori scientifici e una parte di ciò che ora viene spacciata come ‘ricerca biomedica’ rientra negli annali della criminalità." Lo scienziato scriveva circa quarant'anni fa, cosa dovrebbe scrivere oggi!?

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    1. Ma lei è veramente convinto che il l'HIV non esista?

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    2. Bene, dopo questa serie di cretinate un avvertimento.

      Eviti totalmente di commentare scrivendo cose senza base scientifica. Lei non è un medico e quindi non può dare né pareri né opinioni in campo medico.
      Il prossimo commento contenente cose del genere o cretinate tipo "l'HIV non esiste" comporterà il BAN dal blog.

      Grazie per la comprensione.

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    3. Beh, circa 163 anni fa Clark Stanley vendeva olio di serpente spacciandolo per una potente ed efficace medicina. Cosa dovrebbe vendere oggi?

      ...

      Ah, un attimo, forse senza rendermene conto sto tirando in ballo l'Oscillococcinum. Pardon!

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  26. Dottore obbligare o vietare assolutamente qualsiasi cosa crea nelle persone una reazione uguale e contraria.
    Quando uno stato obbliga o vieta, diventa 'fascista' e crea l' 'antifascismo'.

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    1. Sì, certo, con la differenza che in questo caso certe categorie di persone la costrizione se la sono voluta, praticamente.

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    2. Presumo lei abbia manifestato per l'obbligo del casco. O delle cinture di sicurezza o del divieto di fumo nei locali pubblici. O per l'obbligo di pagare tasse, di buttare la spazzatura negli appositi contenitori. O di avere una patente per guidare. O...ah, non ha manifestato?
      :)

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    3. E' vietato guidare senza patente ed è obbligatorio andare a scuola.
      Come mai nessuno fa opposizione o queste due imposizioni?
      Come mai nessuno dice, "io manderei i miei figli a scuola... ma visto che mi obbligano, li tengo a casa!"

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    4. Quando uno stato obbliga o vieta, diventa 'fascista' e crea l' 'antifascismo'.

      In Italia l'omicidio è vietato: lo Stato è fascista e gli assassini sono antifascisti?

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  27. Ho sentito che (spero solo alcune) le sigle sindacali degli insegnanti scenderanno in piazza contro l'obbligo di vaccinazione. Ma dove vogliamo andare se quelli che dovrebbero diffondere la cultura scientifica e non sono i primi a manifestarci contro...
    Meritiamo l'estinzione come popolo...vaccinarsi è una tto prima di tutto di civiltà verso gli altri, poi verso se stessi e noi abbiamo gente che manifesta contro.

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    1. Andrea, credo che presidi e insegnanti scioperino non tanto perché sono contrari ai vaccini obbligatori quanto per l'onere del controllo degli iscritti che ricadrebbe appunto nelle loro responsabilità.

      Non opero nel settore scolastico.
      Sono favorevole all'obbligo vaccinale.

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  28. "Come mai nessuno dice: 'io manderei i miei figli a scuola... ma visto che mi obbligano, li tengo a casa!' "



    E' che un/una baby sitter, pure agli anti-vax, costa parecchio di più che mandare i figli a scuola...


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  29. Le attuali obiezioni contro i provvedimenti governativi in tema vaccinale non sono contro le vaccinazioni in sé; le attuali obiezioni riguardano il numero e le modalità; sono pochi, sì, i medici che avanzano obiezioni pubbliche, ma perché presumo che molti altri non vogliano esporsi per non essere radiati e quindi condannati a morte professionale. Vi ricordo che Erwin Chargaff, il padre della biologia molecolare, aveva condotto degli studi su particolari vaccini, e a fine carriera aveva espresso aperte critiche alle campagne vaccinali contro l’influenza negli Stati Uniti. Anche altre importanti personalità del passato, come George Bernard Shaw e Ivan Illich, hanno manifestato perplessità.

    E’ ovvio che la risposta fisiologica varia da individuo a individuo, in certi casi in modo eclatante: una persona può bere un litro di vino e sentirsi bene, un’altra può accusare un cerchio alla testa anche bevendo solo mezzo bicchiere; c’è chi beve un caffè a mezzanotte e dorme tranquillamente, altri non riescono a dormire se lo bevono anche solo al pomeriggio. Non mi risulta queste differenti risposte con l’uso del casco o la cintura. Quindi la legislazione deve essere radicalmente differente a seconda se di tratta di medicinali “preventivi” o di normative per la sicurezza stradale.

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    1. Evidentemente lei non conosce l'articolo 172 del codice della strada che elenca le esenzioni alle cinture di sicurezza in auto. Ci sono alcune patologie o situazioni particolari in caso di gravidanza che permettono di non indossare la cintura.
      Anche per i vaccini ci sono dei casi in cui si evita l'inoculo, ma per fortuna c'è l'effetto gregge che protegge queste sfortunate categorie.

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    2. I medici che avanzano pubbliche obiezioni sono pochi, quelli a favore, a cominciare da quelli dell'Istituto Superiore di Sanità, sono tanti.
      Cosa pensino quelli che non si esprimono, non è dato saperlo.
      La sua ipotesi che non si oppongano per paura, è una sua ipotesi.
      La mia ipotesi è che non si esprimano perchè, come tutte le maggioranze silenziose, sono fondamentalmente d'accordo con la strada che si è seguita.

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  30. Ma si potrebbe emettere un provvedimento che preveda l'inoculazione obbligatoria di un derivato del sangue (trovate voi il termine tecnico corretto) di un sieropositivo all'HIV per coloro che in rete e nei forum affermano che l'HIV non esiste ?

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    1. Oggi, nel corso della giornata, ho pensato la stessa cosa, anche se in termini, come dire, meno "precisi".

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  31. Non vorrei che i “test di allergia” menzionati da LD fossero i test di laboratorio che Massimo Montanari mandava via fax ai genitori che si facevano abbindolare dalla sua propaganda antivaccinista. Io ancora ne conservo una copia che mi era capitata tra le mani almeno 20 anni fa.

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  32. L'unico modo per convincere gli italiani a vaccinarsi sarebbe quello di VIETARE qualunque vaccinazione e trasformare i medici free vax e non in "Spacciatori di vaccini". Seguirebbe un movimento nazionale con gruppi che chiederebbero la "Legalizzazione dei vaccini". Gli uomini e in particolare gli Italiani sono fatti così caro Salvo. Un abbraccio!

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  33. Le rarissime complicanze serie post vaccino sono raccolte dove? O andiamo sulla fiducia?
    In italia esiste un registro simile? Esistono obblighi di legge per i medici (quali? II medici di famiglia?) per cui sono tenuti a comunicare (a chi?) queste complicanze?

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    1. Le rarissime complicanze serie post vaccino sono raccolte dove?

      Mi piacciono queste richieste cordiali ed un po' timide. Complimenti.
      Allora. Esistono diverse banche dati, direi che due sono le più serie. Quella dell'AIFA e quella della ragione Veneto. Quest'ultima raccoglie le segnalazioni di reazione avversa da 23 anni. Si trova qui: http://www.vaccinarsinveneto.org/assets/uploads/files/1_XX%20RELAZIONE%20SCIENTIFICA%20CANALE%20VERDE.pdf

      Esistono obblighi di legge per i medici (quali? II medici di famiglia?) per cui sono tenuti a comunicare (a chi?) queste complicanze?

      Tutti i medici hanno l'obbligo di comunicare le reazioni avverse, tutti i cittadini, in ogni caso, possono farlo compilando un modulo presente nel sito dell'AIFA.

      Prego.

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    2. Grazie, chiedo scusa se non ho dato l'impressione di genuflessione facendo le mie domande di partenza... :-)
      Le assicuro che adesso sono in ginocchio però, quindi vorrei chiedere un'altra cosa:
      "
      Tutti i medici hanno l'obbligo di comunicare le reazioni avverse, tutti i cittadini, in ogni caso, possono farlo compilando un modulo presente nel sito dell'AIFA
      "
      I medici quando fanno queste comunicazioni devono dare un riscontro al paziente oppure no? Una specie di ricevuta.
      Il senso è per chiedere se queste comunicazioni sono tracciate in qualche modo oppure si va diciamo a bontà d'animo.
      Grazie eh.

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    3. I medici quando fanno queste comunicazioni devono dare un riscontro al paziente oppure no? Una specie di ricevuta.

      Possono darlo (fotocopia) ma non sono obbligati, la copia resta in carico al responsabile della USL di appartenenza e trasmessa all'AIFA.

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    4. Un medico che non notifica una reazione avversa cosa rischia?

      Poi, spunto di riflessione: chiarito che le complicanze gravi in caso di malattia senza vaccinazione sono ben più probabili rispetto alle reazioni avverse post vaccino, il pensiero per cui un non vaccinato sarà esposto alle complicanze gravi solo se si ammalerà mentre se il vaccino è obbligatorio allora è garantito che sarà esposto ai rischi (anche se bassi) delle complicanze post vaccino, mi sembra condivisibile e non proprio campato per aria.

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    5. In pratica devo scegliere tra morire in un incidente stradale perché non ho allacciato le cinture (e che succederebbe solo in caso di incidente) e l'arrossamento sul collo dato dalle cinture allacciate (conseguenza garantita se le allaccio). Io non perderei molto tempo a pensarci...

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    6. Un medico che non notifica una reazione avversa cosa rischia?

      Una sanzione o un richiamo dall'ordine (dipende dalla violazione).
      La tua considerazione sui rischi è poi totalmente sbagliata. Metti sullo stesso piano la rarissima possibilità di eventi avversi dei vaccini che poi sono quasi sempre lievi con quella più frequente di malattia che poi sono quasi sempre gravi. Parlare delle malattie come fossero gite fuori porta dimostra che i vaccini hanno avuto successo.

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    7. "
      Metti sullo stesso piano la rarissima possibilità di eventi avversi dei vaccini che poi sono quasi sempre lievi con quella più frequente di malattia che poi sono quasi sempre gravi
      "
      Non sto mettendo le due cose sullo stesso piano.
      Ho detto che un non vaccinato fin che non si ammala sicuramente non è esposto ai rischi di complicanze gravi, mentre uno che si vaccina è sicuramente esposto ai rischi, anche se bassi, di complicanze gravi.
      Questa è la realtà.

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    8. Infatti stai mettendo le cose sullo stesso piano: se non cadi dalla moto non rischi di spaccarti la testa, quindi non mettere il casco.
      Metti sullo stesso piano due eventi, uno poco rischioso (mettere il casco) con uno gravissimo (cadere dalla moto senza casco).
      Una cosa più idiota non l'avevo mai sentita.
      Mescoli mele con pere mettendole sullo stesso piano: non mettere il casco è rischiosissimo, nonostante qualche rarissima possibilità di rischio mettendolo, come per qualsiasi cosa.

      Quindi non la ripetere più perché non voglio discutere di idiozie.
      Grazie.

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    9. Non credevo che essere maleducati significasse "non genuflettersi"!
      Ciò mi conforta perchè vuol dire che allora il mondo è pieno di gente non maleducata e arrogante ma bensì "dritta come un fuso"!
      Un deciso miglioramento!

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    10. "
      Mescoli mele con pere mettendole sullo stesso piano: non mettere il casco è rischiosissimo, nonostante qualche rarissima possibilità di rischio mettendolo, come per qualsiasi cosa.
      "
      Ma è anche motociclista? Ok, mi spiego un po' di cose.
      Certo che se uno va in moto come quelli che si schiantano (e sono ancora troppo pochi) non mettere il casco è una bella castronata.


      "
      Quindi non la ripetere più perché non voglio discutere di idiozie.
      Grazie.
      "
      Prego, non insisto. Ci tengo alle mie ginocchia.

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    11. Ah, comunque, questa è proprio la strada giusta per convincere i novax (io non sono novax ma mi piace sentire le altre campane, filtrarne e portare spunti di riflessione): dopo 1 concetto espresso bollare la controparte come idiota e chiudere la questione. Probabilmente con l'aiuto dell'esercito si riuscirà a raggiungere il 95% di copertura vaccinale...

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    12. questa è proprio la strada giusta per convincere i novax

      Non me ne frega nulla di convincere i novax, io mio figlio l'ho vaccinato, chi non vaccina se ne assume le responsabilità, non io.

      dopo 1 concetto espresso bollare la controparte come idiota

      Lei, alla maleducazione, unisce anche una grossa difficoltà di comprensione del testo. Non ho dato dell'idiota a nessuno, ho scritto che il concetto è idiota, c'è una bella differenza.
      Ed ho pure detto di non parlarne più perché le idiozie mi annoiano.
      Ultimo avvertimento, grazie.

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    13. "Ma è anche motociclista? Ok, mi spiego un po' di cose.
      Certo che se uno va in moto come quelli che si schiantano (e sono ancora troppo pochi) non mettere il casco è una bella castronata."
      ...certo che poi,letto questo, pretendere di non essere bollati come idioti diventa veramente difficile, eh?

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  34. credo che si possa tranquillamente dire che toccare 1 milione di volte l'acqua a 40 gradi non procura danno o al massimo un piccolo arrossamento, toccare una volta l'acqua a 70 gradi procura una ustione...la situazione è la stessa.
    Un non vaccinato è quello che tocca l'acqua a 70 gradi magari solo una volta perché il suo gruppo di persone è fondamentalmente piccolo ( intorno al 10-15% della popolazione visto che la copertura è del 85-90%) quindi gli effetti sembrano più rari rispetto a chi magari tocca l'acqua a 40 gradi ma essendo in numero enormemente superiore si verifica più spesso.
    Se la percentuale di vaccinati e non vaccinati fosse uguale avremmo una situazione di complicanze da malattie ben superiori rispetto a quelli che hanno una leggera reazione al vaccino ( magari neppure avversa ma solo un arrossamento nel punto dell'iniezione).

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    1. E considera che chi non si vaccina ha relativamente poche probabilità di ammalarsi solo perché solo perchè la maggiorparte è vaccinata e quindi viene sfruttato l'effeto gregge.

      L'idea che vaccinandosi si abbia un'alta probabilità di reazioni minime mentre non facendolo si avrebbe una probabilità bassa/nulla di reazioni gravi è semplicemente una "cagata pazzesca" (cit.)

      Mi fa venire in mente chi non paga le tasse perché tanto i servizi li ha lo stesso....tanto pagano gli altri.
      Parassiti.

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    2. Bell'esempio. Bravo. :)

      Un altro errore che fanno in tanti è non conoscere il termine evento avverso. Significa qualsiasi evento avvenuto DOPO il vaccino ma non per forza A CAUSA del vaccino. Giustamente bisogna riportarli tutti e poi, se fossero in numero eccezionale se ne studierà la causa, in secondo luogo sono definiti "gravi" tutti gli eventi avversi che mettono a rischio la vita della persona o richiedono terapia o ricovero. Quindi ci sarà certo lo shock anafilattico ma anche la convulsione febbrile o la febbre alta.

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    3. Ho letto nel PDF cui si faceva cenno sopra, tra gli eventi avversi compare anche la voce "cellulite". Per dire che alcuni eventi c'entrano poco o nulla con la vaccinazione (secono me)

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